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Una laurea in architettura e una carriera nella cooperazione

23 maggio 2013

Dopo aver conseguito una laurea in architettura, Camillo Boano, oggi condirettore dell’UCL Urban Lab, ha deciso di impiegare le proprie conoscenze nel mondo della cooperazione e in particolare negli interventi di ricostruzione successivi a conflitti e calamità naturali. In questa intervista Camillo sottolinea come avvicinarsi a questo mondo per un giovane architetto significhi ampliare e espandere le categorie dell’architettura e riposizionarle in termini etici e di responsabilità oltre che sviluppare la capacità di lavorare su scala globale reinventandosi, di fatto, la disciplina.

Nella precedente intervista Camillo evidenzia l’importanza di un’approfondita conoscenza delle tecniche ed esperienze della ricostruzione per i futuri cooperanti, mentre nella prossima intervista ci racconterà come è iniziata concretamente la sua carriera in questo ambito.

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Servizio Civile e SVE: come aumentare le chance di essere selezionati

22 maggio 2013

Sia il Servizio Civile Nazionale e Internazionale che il Servizio Volontario Europeo sono due utili strumenti che permettono ai giovani di entrare nel mondo della cooperazione internazionale. Nadia Simeoni, Responsabile Risorse Umane e Volontariato ProgettoMondo Mlal,  ci illustra brevemente  in cosa consistono questi programmi e che cosa considerano maggiormente i selezionatori quando analizzano il profilo dei candidati.

Nella prossima video intervista, Nadia presenterà nel dettaglio destinazioni e ambiti dei progetti per i quali ProgettoMondo Mlal ha chiesto l’attivazione di questi strumenti.

Guarda anche il minivideo (9 minuti) nel quale ProgettoMondo Mlal spiega cosa rappresenta per loro  l’impegno dei giovani  in una Ong di cooperazione allo sviluppo.

Il Futuro è giovane!

 

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Determinazione, formazione ed elasticità: i consigli dell’esperto per una carriera di successo

16 maggio 2013

Fondatore e Presidente di Consules, Carmelo Graziano Gallitto, si occupa da anni dello sviluppo e della realizzazione di programmi formativi rivolti a giovani. Dopo solo sei anni dalla sua costituzione Consules ha formato più di 1000 studenti, i quali hanno avuto modo di sviluppare le proprie potenzialità di leadership, capacità di lavorare in gruppo e di sviluppare la propria creatività.

Chi meglio di lui dunque può dispensare consigli a giovani che vogliono avere successo nelle carriere internazionali ed evidenziare le principali lacune dei giovani italiani.

In questa video intervista realizzata a margine di Globe Trento 2013, il salone delle carriere internazionali organizzato da ISPI, Carmelo sottolinea come una scelta attentamente meditata, una solida preparazione, e una continua formazione sono alla base del successo in questo ambito molto competitivo. Per quanto riguarda le lacune, invece Carmelo sostiene che esse sono solitamente più psicologiche che effettive. Nella seconda parte dell’intervista, che sarà pubblicata prossimamente,  Carmelo presenterà anche alcuni modi per affrontarle e superarle con successo.

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Lavoro e famiglia di un cooperante in situazioni di crisi

14 maggio 2013

Fabio Pipinato, oggi presidente di Ipsia -Trentino e CTA Trentino, ha iniziato la sua carriera in cooperazione in Repubblica Centrafricana a vent’anni. In seguito ha compiuto le prime esperienze significative in Ruanda e in Kenya per poi passare al Caucaso.

In questa intervista realizzata a margine di Globe Trento 2013, il salone delle carriere internazionali organizzato da ISPI, Fabio racconta i momenti più significativi dei suoi inizi ai tempi del colpo di stato in Burundi e del genocidio in Ruanda lavorando come cooperante per MSF.

La seconda parte dell’intervista invece è dedicata a come è possibile conciliare una carriera internazionale con le esigenze della propria famiglia descrivendo l’infanzia dei suoi figli nelle scuole internazionali in Africa e Georgia tra corsi di orienteering in mezzo alla foresta e scoutismo armato.

Nelle prossime video interviste Fabio presenterà il lavoro di IPSIA, l’Ong che presiede, e le opportunità lavorative per i giovani che vogliono entrare nel mondo della cooperazione descrivendo più approfonditamente il proprio lavoro.

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Competenze e consigli per lavorare nell’aiuto umanitario

9 maggio 2013

Chi lavora nelle situazioni di emergenza che seguono un disastro naturale o un conflitto? Come si può entrare in questo ambiente lavorativo? Come fare carriera? Quali le competenze richieste? La professoressa Jennifer Duyne Barenstein che ha una lunga esperienza in abito di ricostruzione dopo conflitti o disastri naturali soprattutto nel sud-est asiatico e oggi guida l’istituto svizzero World Habitat Research Centre, offre preziosi consigli sul mondo del lavoro nella cooperazione internazionale in questa intervista realizzata a margine di una sua lezione nel Master in International Cooperation dell’ISPI.

Nelle due precedenti interviste Jennifer Duyne ha commentato la fase di ricostruzione seguita allo tsunami in Sri Lanka e l’importanza dei fattori socio-culturali nella fase di ricostruzione post-conflitto.

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Gli insegnamenti della post-war reconstruction per i futuri cooperanti

7 maggio 2013

“Entra nell’esercito e girerai il mondo”, dicevano. Ma c’è un’altra soluzione per chi non ha intenzione di imbracciare le armi: arrivare dopo che gli eserciti se ne sono andati e aiutare nella ricostruzione delle zone di guerra. Per alcuni, una missione di vita. Per altri, una professione. In entrambi i casi, un impegno utile in favore dei Paesi reduci da conflitti e bombardamenti. E non è detto che vocazione e mestiere non possano incontrarsi a metà strada.

Le esigenze di professionalità e rapidità della cooperazione internazionale hanno favorito il nascere di una vera e propria disciplina per formare professionisti in grado di intervenire in modo adeguato e competente in tali situazioni. In questa intervista Camillo Boano, condirettore dell’Urban Lab dello University College of London e docente al Master in International Cooperation, elenca tre importanti insegnamenti che un’approfondita conoscenza delle tecniche ed esperienze della ricostruzione post-conflitto insegnano a coloro che si avvicinano al mondo della cooperazione internazionale.

Nelle prossime interviste Camillo Boano presenterà come le conoscenze di un laureato in architettura posso trovare compimento nel mondo della cooperazione e come è iniziata la sua carriera in questo ambito.

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Il turismo responsabile: quando il turismo fa bene

2 maggio 2013

turismo responsabile 2Il turismo è oggi una delle principali attività economiche al mondo. Secondo i dati di UNWTO sono circa 5 miliardi ogni anno gli “arrivi” nei paesi del mondo e 1 persona su 15 è occupata in questo settore che è destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi decenni, favorito dallo sviluppo dei trasporti e comunicazioni.

Tuttavia, la crescita dell’industria turistica attuata senza il rispetto dei principi della sostenibilità, della solidarietà e della responsabilità sociale, soprattutto nelle sue applicazioni di massa e di lusso, ha spesso avuto effetti molto negativi su ambienti, culture, società, economie nei paesi di destinazione, ed è quindi fondamentale che per il suo sviluppo siano stabiliti limiti precisi e condizioni di attuazione appropriate.

Dalla presa di coscienza di questi aspetti è nata, a partire dagli anni Settanta, una riflessione critica sullo sviluppo del turismo tradizionale di massa, che si è intersecata con quella globale sulla sostenibilità e, in seguito, con gli obiettivi di sviluppo e riduzione della povertà adottati dalle Nazioni Unite per il nuovo Millennio.

Questa riflessione ha portato all’elaborazione e alla sperimentazione di modelli alternativi che valorizzano le potenzialità del turismo responsabile per lo sviluppo sostenibile, coinvolgendo istituzioni, operatori economici, turisti e comunità locali. Ciò implica che tutti gli “attori” coinvolti, dal turista all’organizzatore, siano consapevoli di essere ognuno coinvolto in una dinamica complessa in cui tutti devono rispettare e preservare gli equilibri funzionali ad una sana, sostenibile e redditizia sopravvivenza degli altri protagonisti dell’esperienza turistica.

Per permettere a giovani professionisti di approfondire le loro conoscenza in queste tematiche ed eventualmente sfruttare le opportunità di lavoro che si stanno aprendo nel turismo responsabile, ISPI organizza il corso “Turismo responsabile, sviluppo sostenibile e cooperazione internazionale” (Milano, 17-18 maggio) con la partecipazione di docenti ed esperti nel settore. Per informazioni ed inscrizioni visita il nostro sito.

Cogliamo l’occasione anche per segnalare che a Bologna e in altre città dell’Emilia-Romagna si terrà la quinta edizione di IT.A.CA, il festival pensato per promuovere una nuova idea del viaggio più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive. L’iniziativa si svolgerà dal 25 maggio al 2 giugno e prevede una cinquantina di eventi quali convegni, itinerari, visite guidate, mostre e spettacoli. Per saperne di più visita il sito www.festivalitaca.net.

Tra i molti giovani che negli ultimi anni hanno iniziato un’attività legata al turismo responsabile c’è anche Sergio Galasso che dopo aver terminato il Master in Cooperation dell’ISPI ha fondato “Itinerari Paralleli”, un’organizzazione volta a promuovere “viaggi sociali” in aree dal grande interesse socio-politico e culturale in Tunisia, Bosnia e Italia, e che ci racconta in questa intervista come è nata la sua associazione.

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